Quelle magiche uve del Duoro


Questa settimana trattiamo di qualcosa che potrebbe venir considerato un ponte di mezzo tra un vino e un liquore vero e proprio. Seppur oggi non molto conosciuto tra i giovani è ottimo per la versatilità con cui si presta ad esser consumato sia liscio sia in miscelazione: Il Porto.

Il Porto è un vino liquoroso che trova i natali nella valle del Duoro in Portogallo –che ricordiamo esser ad oggi patrimonio UNESCO- all’inizio del ‘600.
Ivi infatti i commercianti inglesi, alla ricerca di nuovi mercati vitivinicoli dopo l’ennesima guerra con la vicina Francia, trovarono vendemmie di buona qualità dai tannini dolci e non troppo acidi.
La tratta dal Portogallo all’Inghilterra non favoriva però la tenuta dei vini, che risultarono inoltre ancora troppo poco morbidi per i gusti anglosassoni.
Quest’ultimi ebbero così la felice intuizione di rafforzare questi prodotti con del Brandy, bloccando innanzitutto la fermentazione allo stadio iniziale (mutizzata ossia) al fine di preservare parte del residuo zuccherino che sarebbe stato convertito in alcool dai lieviti. Il tutto grazie all’elevata percentuale alcolica che si aggirava sui 77%: ciò blocco i lieviti nel loro processo, a salvaguardia sia di un gusto più morbido e una tenuta maggiore.

Oggi si annoverano circa 6 tipologie di Porto, di cui le tre più diffuse sono: il Ruby, il Bianco e il Tawny.
Il primo è in assoluto il più commercializzato e consiste in vini rossi invecchiati in grosse botti, quindi di bassa ossidazione per il basso rapporto sup./vol. con il legno, che vantano un color rubino intenso con gusti di frutti rossi e susine ad esempio.
Il secondo ha gusto fruttato e lo stesso processo del primo, ma utilizza esclusivamente uve bianche da come si intuisce.
Degno d’interesse è invece il Tawny, i cui vini rossi sono posti per 2-3 anni in botti grandi per poi esser travasati in piccole botti che favoriscono un’ossidazione più veloce.
Da ciò scaturisce il loro color ambrato e aroma di frutta secca, che si fonde in una complessa armonia dettata dai tannini su note che variano dal tostato al miele, cioccolato o caffè.
Di maggior prestigio e ricercatezza sono invece i seguenti Porto, tra cui:
Il LBV ( Late Bottle Vintage o anno di imbottigliamento tardivo ), caratterizzato da un’invecchiamento dai 4 ai 6 anni, da Ruby rossi di grande qualità.
Il Colheita, prodotto da un’unica vendemmia, invecchiato ben oltre 7 anni.
Eccezionale prodotto di spicco tra tutti è però il Vintage, rigorosamente proveniente da uve di un’unica annata, che viene lasciato prima riposare in botti per 2 anni per poi maturare dai 20 ai 30 anni in bottiglia.


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Heisenberg e Nietzsche? Facciamo quadrato

Buonanotte.

Breaking Bad. Basta il titolo di questa pluripremiata serie tv per farci illuminare in volto. Non starò qua a tirar su la solita solfa sull’eccellenza fotografica della serie, la tensione drammatica unica, e la costruzione profonda (e atipica per una tv-serie) dei personaggi. Perchè quello che mi interessa è Walter White. Analizziamo dal punto di vista del percorso generativo del senso greimasiano la sua parabola, ed i suoi perchè.

Partendo dalle strutture semio-narrative profonde ho realizzato un quadrato semiotico

quadrato smeiotico

Possiamo dire che nell’intento degli autori della serie la deiessidisobbedire-non conformarsi viene assiologizzata euforicamente. In parole povere viene valorizzata positivamente. Mentre la deiessi conformarsi-non disobbedire viene assiologizzata disforicamente (valorizzata negativamente). Walter White all’inizio della serie è padre di famiglia remissivo, lavoratore obbidiente, professore schernito dai suoi stessi alunni. Vive la sua vita passivamente, senza mai riuscire ad esserne padrone. Marinaio e mai comandante della sua stessa nave. Partendo…

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